Il paradosso di Barbie e Ken

 

Il paradosso di Barbie e Ken: i rischi della navigazione digitale

La rete: educare ad un viaggio consapevole.

Comprendere i rischi del web.

Il mondo dell’infanzia è pieno di icone e simboli caratteristici che tutti noi conosciamo e riconosciamo.

Una di queste è indubbiamente la coppia composta da Barbie e Ken che uso al di là di tutte le critiche che, giustamente, sono state mosse a quest’icona divenuta canone di bellezza inarrivabile e detestabile.

Qui la considero perché è una chiave perfetta, chiara e immediata per aprire una riflessione sulla navigazione in internet in particolare da parte di bambini e preadolescenti e sui paradossi generati da esperienze nel mondo reale e dalla loro trasposizione nel mondo online.

Cercando sui principali motori di ricerca Barbie e Ken nella categoria immagini e scorrendo la pagina ben presto ci si trova in presenza di contenuti più o meno espliciti che poco hanno a che fare con il tipo di giocattolo.

Questo accade con la gran parte dell’icone dell’infanzia anche più moderne come ad esempio i Super Pigiamini, cartone animato molto amato dai bambini e dimostra la differenza tra il mondo reale e quello online.

Nella mia personale esperienza professionale proprio cercando dei video dei Super Pigiamini una ragazzina di 12 anni si è ritrovata in pochi click con una versione “hot” del cartone animato in spagnolo.

La prima cosa che insegna il paradosso di Barbie e Ken è estremamente semplice, quasi banale, ma a mio parere costantemente sottovalutata in molte esperienze digitali dei nostri figli a cui come genitori diamo libero accesso: il mondo reale può essere disegnato, in particolare nella prima infanzia, intorno ad un bambino mentre il mondo virtuale resta in ogni caso un mondo adulto, sempre!

E’ adulto anche quando costruisco dei recinti, con filtri di parental control o quando imposto la ricerca sicura su Google.

E’ adulto anche quando sono su un sito per bambini a disegnare e dei banner compiano ai lati dello schermo rendendoli oggetto di un marketing alquanto aggressivo.

La seconda cosa che insegna il paradosso di Barbie e Ken è che il web non può essere un’esperienza solitaria almeno fino al termine della scuola primaria ma è essenziale che sia un’esperienza condivisa con un genitore che non deve arrendersi all’idea di avere di fronte un nativo digitale nato già competente (ne sanno di più i nostri figli nativi digitali?)

Un’esperienza che aiuti nostro figlio ad abitare questo mondo adulto comprendendo e riconoscendo i suoi pericoli e consapevoli della propria impronta digitale nel web.

Per un bambino la rete è quasi pura magia, una sorta di spazio incantato in cui trovare i video, ascoltare musica, trovare fogli da stampare e colorare, giochi e quant’altro.

Quello che non conoscono sono: i virus, la privacy online, il furto dei dati, il comportamento migliore nel fruire di social network o chat online.

Questo è il compito dei genitori come della scuola e di ciascun adulto che si relaziona con loro: educarli alla cittadinanza digitale.

Da cosa iniziare?

Innanzitutto passando del tempo con lui davanti allo schermo!

Nell’infografica che segue descrivo brevemente cinque regole fondamentali da insegnare, attraverso il dialogo e l’esperienza in rete insieme.

Nei prossimi articoli analizzerò nel dettaglio i diversi aspetti del mondo online fondamentali nell’educazione digitale.

E voi? Quali pensate siano i rischi del web e come li affrontate in famiglia?

Scrivetelo nella sezione commenti (che trovate in fondo alla pagina) e discutiamone insieme!

A presto!

5 regole per una navigazione sicura nel web.

 

Autore dell'articolo: redazione

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2 commenti su “Il paradosso di Barbie e Ken

    massimiliano

    (novembre 20, 2017 - 4:50 pm)

    Ciao e grazie!
    Bellissimo paragone quello che hai presentato per presentare un fenomeno anche un po’ “drammatico”. Ti continuerò a leggere e condividere!! 🙂

      Daniele Catozzella

      Daniele Catozzella

      (novembre 20, 2017 - 5:10 pm)

      Ciao Massimiliano,
      in effetti il fenomeno dei contenuti inappropriati è delicato e attuale. Proporlo con questo paragone mi è sembrata una buona idea per parlarne in modo più diretto. Grazie per il tuo commento e per il tuo sostegno!

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