Una, due, massimo 24 ore!

Una, due, massimo 24 ore!

L’impronta digitale nel web per i bambini e i ragazzi

 

La traccia digitale: cos’è e perché e importante parlarne

 

Qualche giorno fa ho svolto con grande piacere alcune attività in piazza con due classi di quinta elementare e prima media (Educazione digitale in Piazza)

Il tema della giornata era la traccia, l’impronta digitale nel web, che ciascuno di noi lascia durante le sue attività online, i giochi in app e i social.

Le attività sono iniziate con una domanda molto semplice:

Quanto tempo secondo voi restano online le tracce dei siti che visitate, di quello che postate sui social e delle altre attività digitali? 

Tutti i bambini di quinta elementare possedevano uno smartphone, anche i loro colleghi di poco più grandi, più della metà di loro aveva un account Instagram o Facebook e tutti utilizzavano Whatsup come primo strumento di comunicazione con amici e parenti.

Anche per questo mi aspettavo una risposta non proprio corretta ma comunque coerente con il numero di attività digitali quotidiane che i ragazzi svolgevano ma la loro risposta ha confermato quello che scrivevo nell’articolo sui fantomatici nativi digitali  perché è stata questa:

Una, due, massimo 24 ore! 

Traduzione: malgrado la loro dotazione tecnologica e il loro utilizzo di servizi online erano certi che la loro vita digitale fosse sostanzialmente anonima.

Considerare la propria presenza online anonima equivale a convincersi che non si ha nessuna responsabilità nelle proprie scelte e azioni digitali.

L’impronta digitale è la traccia delle nostre attività, comprese quelle nelle app, che viaggiano nella rete; è una traccia che resta per sempre e può essere registrata, copiata, diffusa o anche utilizzata per scopi commerciali.

 

In alcuni servizi del web  lasciamo intenzionalmente una traccia quando ad esempio ci autentichiamo in un sito o inviamo delle informazioni tramite mail.

In altre attività digitali le nostre tracce restano comunque evidenti anche se apparentemente non forniamo alcun dato: quando visitiamo una pagina web ad esempio vengono registrati il nostro indirizzo Ip (quello della nostra personale e unica connessione internet) o i clic che facciamo all’interno del sito stesso.

Raccontare a bambini e ragazzi che le loro attività restano registrate per sempre non significa voler sviluppare paure nella loro vita digitale, ma stimolare in loro una consapevolezza attiva della loro cittadinanza digitale  che li accompagni nei loro percorsi online e promuova l’utilizzo di strumenti per tutelare i propri dati personali.

Per un genitore è importante trasmettere la natura e le caratteristiche del mondo digitale che non può essere inteso come uno spazio anonimo e una terra libera da qualunque regola o responsabilità di cui, invece, dal punto di vista dei ragazzi, è piena la realtà.

La consapevolezza critica della propria traccia digitale è anche una delle prime chiavi per contrastare il cyber bullismo perché mostra l’importanza di pensare prima di diffondere dati personali o di amici dei quali, una volta postati, non si può avere più alcun controllo.

Inoltre se la mia impronta digitale resta per sempre nel web non posso non considerare che, tra qualche anno, avrò magari cambiato opinione, amici, hobbies e quelle vecchie foto o quei vecchi post non solo non mi apparterranno più nel loro contenuto ma, magari, saranno per me fonte di vergogna.

La traccia digitale spiega inoltre il motivo principale per cui la gran parte dei servizi in rete è gratuita, sono proprio i dati, intenzionali o meno, che rimangono dei nostri percorsi digitali a soddisfare, molto più del pagamento di piccole cifre per i servizi, le grandi compagnie del web.

Sulla profilazione commerciale legata alle nostre attività online dedicherò un articolo specifico.

Con questo articolo e l’infografica che segue mi interessa, anche alla luce delle attività che ho svolto con le classi, fornire a tutti i genitori e gli adulti il senso dell’impronta digitale nel web e stimolare un confronto in famiglia e a scuola su un tema così delicato e centrale che riguarda la quotidianità di ciascuno come anche la mia nel momento in cui invio quest’articolo!

Che ne pensate? Scrivetemi nei commenti (che trovate in fondo alla pagina) e proviamo insieme a trovare soluzioni che possano essere realmente educative ma anche accattivanti per favorire nei ragazzi la comprensione del web, dei suoi servizi e di sé stessi all’interno di questo mondo.

A presto!

Come proteggere la tua impronta digitale

Autore dell'articolo: redazione

redazione

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