Contenuti inappropriati: parlarne in famiglia

Contenuti inappropriati come parlarne in famiglia

Contenuti inappropriati: come parlarne in famiglia

Come aprire un dialogo sui contenuti inappropriati

 

La cassetta digitale in famiglia: una proposta pratica

In questo articolo mi interessa proporre qualche strumento pratico per gli adulti per costruire in famiglia un dialogo sempre aperto sulla vita digitale che stimoli nostro figlio a parlarci, senza paura o imbarazzo, di eventuali contenuti inappropriati incontrati nel web.

Con il paradosso di Barbie e Ken ho voluto, infatti, descrivere alcuni degli elementi chiave che sono alla base dei rischi della navigazione del web che rappresenta un mondo sempre adulto in cui anche i simboli dell’infanzia possono abitare la rete senza che nulla resti della loro semplicità, della loro innocenza e della loro magia.

Al contrario della vita reale in cui posso disegnare l’ambiente e gli strumenti che usa mio figlio perché siano adatti alla sua età non posso, in nessun modo, plasmare la sua esperienza nel mondo digitale in modo che sia appropriata alla sua età.

Accanto agli strepitosi contenuti e servizi che posso trovare in rete esistono anche contenuti inappropriati che in forma di testo, video o immagini possono contenere: violenza, pornografia, promuovere comportamenti scorretti o illegali, incoraggiare il razzismo o altre forme di odio e di mancato rispetto dei diritti degli altri.

Un contenuto inappropriato può colpire negativamente un bambino o un ragazzo, renderlo triste, arrabbiato e, in generale, influire sul suo benessere psico-fisico o danneggiare la sua crescita personale.

Rispetto a questo tipo di contenuti credo sia necessaria una premessa sugli strumenti tecnologici, filtri e parental control, che dovrebbero garantire a noi genitori il controllo della navigazione nel web o nello Store dello smartphone di mio figlio.

In una rete che è il simbolo dello sviluppo della tecnologia non esiste alcun sistema informatico in grado di monitorare, controllare e verificare in modo costante e puntuale la navigazione dei nostri figli quindi in grado di proteggerli da contenuti inappropriati per la loro età.

Nessuno di questi strumenti può assicurare una protezione totale e, seppur utili, non rappresentano la risposta a tutte le preoccupazioni di noi genitori e, ancor di più, non sono una risposta alle nostre intenzioni educative.

Bisogna inoltre considerare che non solo i filtri e il parental control sono strumenti inefficienti ma sono anche limitati nel tempo perché un bambino di dieci anni è in grado, in molti casi, di disattivare autonomamente questi sistemi con pochi click.

Ecco perché penso che non si possa affidare l’educazione digitale dei nostri figli all’uso del web esclusivamente a questi strumenti informatici ma questi vadano affiancati ad un maggiore attivismo di noi genitori.

Dobbiamo essere in grado di tenere sempre aperta la porta del dialogo sui temi digitali facendo in modo che nostro figlio ci racconti le sue attività online e si senta del tutto libero di raccontarci anche degli eventuali contenuti che lo hanno colpito negativamente.

Un dialogo che, tra l’altro, è strumentale anche per gli altri aspetti della vita digitale di nostro figlio dal cyber bullismo a tutte le altre esperienze che può vivere in prima persona o come spettatore e che è necessario sappia di poterci raccontare serenamente.

Come fare?

Innanzitutto una premessa: è molto difficile in ogni famiglia trovare spazi di dialogo e man mano che i nostri figli crescono sono loro i primi a tagliare sempre di più lo spazio di conversazione quindi anche questa mia proposta come il contratto educativo per lo smartphone o le altre attività proposte nel blog partono sempre e solo da quanto noi genitori siamo disponibili in termini di tempo, innanzitutto, ad occuparci dell’educazione digitale dei nostri figli perché pensiamo sia una priorità.

La mia proposta, che trovate sintetizzata nell’infografica è quella di creare una cassetta digitale della famiglia, uno spazio concreto (creato magari da una scatola di scarpe) che raccolga con dei foglietti le esperienze digitali di tutta la famiglia (tutta, non solo quella dei nostri figli!).

Una scatola in cui raccogliere siti interessanti o che sono piaciuti, sfide su giochi digitali o creazioni attraverso i tanti tool online e segnalazioni di contenuti incontrati nelle esplorazioni nel web che non sono stati chiari o che ci hanno colpito negativamente.

Questa cassetta digitale deve essere presentata ai nostri figli in modo coinvolgente sin dall’inizio e diventare un appuntamento (settimanale, mensile) divertente, accompagnato magari da qualche premio su chi ha depositato all’interno più bigliettini per esempio.

L’apertura deve coincidere con un momento di navigazione online di tutta la famiglia che scopre i diversi siti, ne discute e si confronta.

Questa scatola è una grande occasione innanzitutto per noi genitori che possiamo depositare al suo interno foglietti strategici che indicano siti che riteniamo divertenti e utili da scoprire per i nostri figli e anche risorse online che affrontano temi delicati attraverso video e attività come ad esempio il sito italiano  referente del Safer Internet Day di cui ho parlato nell’articolo sulla giornata mondiale sicurezza su internet.

Nel video che segue vi propongo un esempio:

 

È una sfida per noi genitori perché richiede tempo e attenzione ma ci permette di creare dei momenti precisi in cui nostro figlio sa che la famiglia, tutta insieme, entra nel digitale e i contenuti, i video di Youtube, i giochi online o le app sono mediati, organizzati e proposti in modo coerente da noi genitori.

Un esercizio di cui i nostri figli hanno un’enorme necessità di fronte alla confusione di migliaia di contenuti e informazioni che ritrovano nel web.

È un momento in cui si dà un’occhiata anche ai profili (ma non può essere l’unico), in cui noi genitori facciamo domande e scopriamo gli interessi di nostro figlio e come si rapporta al web e nei social e in cui noi stessi come genitori ci mettiamo in gioco mostrando i nostri interessi nel web e il nostro modo di navigare.

Non è un’impresa facile, questo è vero, ma può nel tempo risultare vincente anche per trasmettere a nostro figlio la nostra apertura verso le sue esperienze digitali basata innanzitutto sul dialogo e non sulla proibizione o sulla punizione.

Un’impresa che costruisce così il terreno fertile perché i nostri ragazzi di fronte ad un contenuto inappropriato siano maggiormente spinti a palarne con noi che, attraverso la scatola digitale della famiglia, riusciamo anche a introdurre in famiglia le famose nuove domande quotidiane di cui ho parlato in uno dei miei primi articoli.

Come sempre scrivetemi nei commenti, in fondo all’articolo, le vostre impressioni su questo strumento e in generale le vostre esperienze in merito ai contenuti inappropriati.

A presto!

Contenuti inappropriati la cassetta digitale familiare

 

Autore dell'articolo: redazione

redazione

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